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E' stato inaugurato il 6 dicembre il Presepe
2010 della scuola Mommsen, allestito nel salone d'ingresso della sede
centrale. Hanno lavorato, per tre giorni, alla sua realizzazione
studenti di varie classi, sotto la guida del professor Nicola Bruni. La
scenografia, disposta ad angolo tra la vetrata e la parete destra del
salone, ingloba la piccola aiuola interna, per un’estensione
lineare di sette metri.
Vi è rappresentata un’immaginaria Palestina di
duemila anni fa, con le montagne, la campagna, un piccolo lago di
Tiberiade e un grande cielo blu cosparso di stelle in cartoncino
d’argento, assemblati a rappresentare le meraviglie del
creato, con circa duecento statuine di persone e animali.
Ci sono le casette del paesino di Betlemme; la capanna della
maternità di Maria e della nascita del Salvatore del mondo,
annunciata dagli angeli e dalla cometa; e per contrasto uno sbarrato
“Hotel Non-c’è-posto”, emblema
della non-accoglienza.
Al centro della capanna, Gesù Bambino sorride
d’amore all’umanità da una
culla-mangiatoia, tra la Madonna, San Giuseppe, un bue e un asinello.
Bianche e mansuete, le “pecorelle del Buon Pastore”
brucano l’erba da cespugli di muschio naturale poggiati su
uno strato di terriccio scuro, la “terra santa”.
Lungo una strada che si snoda tra i campi, procede un pellegrinaggio di
persone umili e generose - contadini e pastori, uomini e donne - che
portano doni alla Sacra Famiglia: pane, uova, formaggio, ricotta,
frutta, un agnellino, una gallinella… Il percorso, come nel
famoso Cammino di Santiago, è segnalato da
“conchiglie del pellegrino”.
Nei dintorni, è raffigurata la dignità del
lavoro: quello della lavandaia, della massaia, del fabbro,
del falegname, del muratore, della filatrice, del pescatore, della
pescivendola…
Dall’Oriente avanzano, con i loro cammelli, i Magi, nelle
sembianze di un persiano, di un indiano e di un africano, che faranno
da ambasciatori delle diverse culture del mondo presso il Redentore.
Tra i pellegrini del presepe si distingue un forestiero
“imbucato”. E’ “il pellerossa
con le piume in testa” della poesia di Gianni Rodari,
“che ha fatto tanto viaggio perché ha sentito il
messaggio: pace agli uomini di buona volontà”.
Prof. Nicola Bruni
Leggi
il
testo:
"I valori simbolici del Presepe" di Nicola Bruni (formato
pdf - 56 kb) ![]()
Se sei interessato, visita anche la pagina dedicata al presepe allestito negli anni precedenti:
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