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Sei in > HOME > AREA DIDATTICA: Progetti e Lavori degli alunni - 2010/2011 > Quadro svedese e fune

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Icona freccia Quadro svedese e fune


Per quanto riguarda la pubblicazione delle foto in cui compaiono gli alunni, è stato richiesto e rilasciato il consenso informato da parte dei genitori.

Il quadro svedese: spostarsi in tutte le direzioni nello spazio

Il quadro svedese è un’invenzione dello studioso svedese Pier Enrico Ling (1776-1839) che viene considerato il promotore dell’educazione fisica moderna.
È un attrezzo fissato al soffitto, sospeso da terra e oscillante, composto da aste di legno parallele verticali (montanti) e orizzontali (correnti) a formare un grande quadro composto da 24-48 piccoli quadri, sufficienti perché passi anche un adulto.
Ling valutò le condizioni e la costituzione degli alunni e adattò gli attrezzi ginnici anche per curare i problemi di postura. A questo scopo, il quadro viene utilizzato per esercizi di: TRASLOCAZIONE e TORSIONI DEL BUSTO in TUTTE LE DIREZIONI DELLO SPAZIO.
Le traslocazioni  si eseguono con la caratteristica presa dei correnti a palmi contrapposti e polsi incrociati ovvero con i pollici rivolti a sinistra e, alternativamente, a destra (vedi foto). Gli spostamenti sono: verticali, obliqui e orizzontali, ascendenti e discendenti. Il quadro sollecita anche la capacità di orientarsi nello spazio. Si possono eseguire coreografie a coppie o più persone, con figure anche acrobatiche e con accompagnamento musicale.
In 2I ci sono alcuni alunni particolarmente abili. Si riportano alcuni loro commenti:
Chiara D. : “Tutti quegli intrecci fanno per me e poi mi diverte il fatto di essere in alto in mezzo a quei quadri.”
Federica P.: “È piacevole entrare nei quadri avvolgendosi continuamente”.
Giorgia B.: “Mi piace andare in alto tanto più che non soffro di vertigini. Ed è stupendo superare i quadri con le braccia e con le gambe”.

alunni sul quadro svedese alunni sul quadro svedese

La fune: salire è dentro di noi!

La fune permette di arrampicare, ma anche oscillare cambiando fronte o superando ostacoli e capovolgendosi … Lo scopo non è quindi di “farsi i muscoli” ma, come per il quadro, impegnare la muscolatura degli arti superiori e del dorso, in particolare il muscolo trapezio, per favorire la corretta postura e la destrezza.
L’impegno degli arti superiori viene ridotto notevolmente da un’efficace PRESA DEI PIEDI a “ESSE” che effettuano un “fermo” della fune tra la pianta di un piede e il collo dell’altro (vedi foto). Quindi si arrampica a “fisarmonica”: braccia in alto e massima raccolta delle gambe con “fermo”. In tal modo, in 3-4 bracciate si raggiunge il top a 5-6 metri da terra! La discesa richiede una procedura inversa: “fermo” dei piedi e abbassamento delle mani. La presa richiede una certa sensibilità dei piedi che si ottiene dopo numerosi tentativi.
In 3R, nonostante i ragazzi abbiano “buoni piedi” come bravi calciatori, sono superati dalle compagne per 5 a 6, a dimostrazione che “volere è potere” e che non è solo questione di muscoli.
I restanti 13 alunni sono … “tra color che son sospesi”, ma decisi (quasi tutti) a raggiungere il vertice.
Lorenzo M., che aveva superato cm 110 nel salto in alto con la sua “trippetta”, è riuscito anche ad arrivare in cima alla fune: “Non credevo di riuscire e quando ce l’ho fatta ne sono stato molto contento.
Sara A. ha detto: “Salire sulla fune mi dà una sensazione di libertà. Riuscire nell’impresa mi ha reso più forte dentro, accrescendo la stima in me stessa.”

alunna in cima alla fune presa dei piedi sulle fune

M. Summo



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