Homepage
Borgate Romane

Nel secondo dopoguerra ben 2000 nuclei famigliari abitavano nei 57 borghetti e borgate presenti nella capitale.

Non è facile offrire una stima attendibile quanto alla distribuzione degli abitanti a seconda dei tipi di borgata. Nelle borgate ufficiali abitavano circa 100.000 persone, in quelle spontanee circa 75.000 persone, mentre gli abitanti delle baracche e dei borghetti oscillavano tra gli 80.000 e i 100.000.

Le borgate più famose erano quelle della zona dell'Acquedotto Felice, del Prenestino, dell'Alessandrino, di Torre Maura e del Mandrione. La somiglianza tra queste era impressionante: quasi tutte, infatti, erano povere, sporche e, soprattutto, insane. Furono proprio l'assenza di igiene e di cibo che portarono numerose morti tra gli abitanti delle borgate. Mancavano risorse importanti come l'acqua, che veniva raccolta nei pozzi comunali, l'elettricità, che veniva distribuita dalle 2 alle 6 ore al giorno e il gas, non sufficiente a portare riscaldamento e fuoco. Molte sono le testimonianza scritte e i film dedicati a questi problemi come quelli di Pier Paolo Pasolini (La terra vista dalla luna; Mamma Roma; Accattone), ma anche Miracolo a Milano di De Sica e Zavattini, che mostra una realtà simile a quella della capitale nella città di Milano.

"L'Unione borgate", associazione in difesa degli abitanti delle borgate permise, attraverso una lunga attività di protesta condotta insieme ai cittadini delle borgate, di raggiungere numerose conquiste, strappate alla giunta comunale sul terreno urbanistico e dei servizi sociali. Dopo anni di contestazioni, ad esempio, le borgate riuscirono ad ottenere un programma organico -piano A.C.E.A- che serviva a dotarle del servizio fondamentale della rete idrica e dell'adduzione dell'acqua potabile in tutte le case. Questa fu una delle più grandi vittorie che i borgatari ottennero.