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La nascita delle borgate

Il termine "borgata" deriva dalla parola borgo, con cui si intende una zona periferica o interna della città che non ha la completezza e l'organizzazione per chiamarsi quartiere.

Questa parola, a Roma, non è mai stata legata al significato letterale del termine. Qui, infatti, è stata sempre intesa come abbreviazione di "borgata abusiva". Il termine fu usato per la prima volta nel 1924 quando fu costruita, su un'area malarica, la borgata di Acilia, nonostante già nel primo dopoguerra erano sorte nelle periferie romane misere abitazioni.

Negli anni cinquanta-sessanta non si ritenne nemmeno più necessario usare il termine "abusivo", bastava quello di "borgataro", già di per sé sufficientemente dispregiativo da far ritenere superflua ogni aggiunta.
E, siccome l'esistenza stessa delle borgate suonava come condanna perenne per le pubbliche amministrazioni, negli anni cinquanta l'IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) di Roma arrivò a far cancellare la parola "borgata" dalle pubbliche ufficiali dell'istituto.